Cellulosa

Cinema MiV Varese, Luglio 2026

Nell’ambito della rassegna artistica “Mostre in vetrina”, promossa dal Multisala Impero di Varese e curata dall’artista Ana Sasu con la collaborazione di Mattia Torricelli, all’interno dello spazio culturale situato al primo piano dello storico edificio di via Bernascone, viene presentata la mostra “Cellulosa” dell’artista Giorgio Basfi. Il fulcro della mostra è composto da una serie di quattro opere dal titolo “E’ tutto un cinema”, concepite in dialogo con l’architettura dello spazio che le ospita. Le sue opere si srotolano davanti agli occhi del visitatore come una pellicola cinematografica ininterrotta, capace di riassumere una ricerca artistica iniziata dieci anni fa.

L’arte come un diario per immagini

Per Giorgio Basfi l’arte non è un semplice esercizio estetico ma è un ricerca profonda che si sviluppa in un racconto vivo per immagini: “L’arte accompagna la mia vita così come la scrittura di un diario”, come spiega l’artista. In questo percorso decennale di meditazione e di riflessione, un ruolo di primo piano è stato giocato dal cinema che ha portato Giorgio a elaborare la sua serie come se fosse una pellicola di un film, in cui i fotogrammi sono i gesti mentre le scene sono le forme dinamiche che dominano le sue opere. L’artista, infatti, ha scelto di mischiare le sue due serie di opere dal titolo “Liberamente” ed “Egosistemi” in una fusione sperimentale di generi pittorici così come avviene nel cinema nel quale si sperimenta attraverso le immagini.

Il legame con il cinema: una visione dinamica

Le opere di Giorgio, come lui stesso racconta, hanno un forte legame con la settima arte come suggerisce il titolo delle opere presentate in mostra. La sua è un’arte che descrive per immagini, ma con uno stile personale e introspettivo, come in Fellini, del quale riprende la dimensione onirica e autobiografica. Ma anche la sovrapposizione degli elementi che crea un’atmosfera di suspence, tipica del cinema di François Truffaut e della Nouvelle Vague. L’artista traduce queste influenze attraverso un montaggio pittorico fatto di fluidità degli elementi, colpi di luce e colori forti.

Astrattismo vitale e suspence cinematografica

Da un punto di vista stilistico, l’astrattismo di Giorgio è caratterizzato da una sintesi perfetta tra pennellata, colore e luce. Le sue opere sono dominate da elementi fluidi che attraversano lo spazio della tela, nella quale irrompono colpi di luce improvvisi e colori forti e graffianti. La sua è una pittura fortemente dinamica, che rifiuta la staticità a favore del movimento. In una delle opere esposte, infatti, c’è una linea che rimanda all’elettrocardiogramma. Questa linea spezzata non è frutto del caso. Ma nel momento in cui il battito accelera e la luce colpisce la superficie pittorica, la tela smette di essere un oggetto inerte per diventare un corpo vivo capace di emozionare lo spettatore con la sua forza dinamica.

Mattia Torricelli